Ben più di una provocazione. Enzo Iacchetti ha le idee chiare e in diretta tv ha spiegato la propria visione lasciando tutti a bocca aperta.
Torna a far parlare di sé Enzo Iacchetti. Dopo la presa in giro virale fatta ai danni di Italo Bocchino, ecco quella che per molti è stata una sparata senza precedenti. Intervenuto nel corso della trasmissione di Rete 4, ‘È sempre Cartabianca’, il conduttore ha parlato di Trump e di Flotilla e anche di Nobel per la pace, generando non poche reazioni.

Enzo Iacchetti e il commento sulla Flotilla da Nobel
Nel corso della trasmissione di Rete 4 ‘È sempre Cartabianca‘ con Bianca Berlinguer, come detto, è intervenuto anche lo storico conduttore di Striscia la Notizia, Enzo Iacchetti. In questo senso, l’uomo ha ribadito le proprie posizioni pro-Pal e non solo. Argomentando sulle ultime azioni legate alla Flotilla, ecco l’idea: “Diamo il premio Nobel al biondino degli Epstein File che comanda l’America o lo vogliamo dare il premio Nobel alla flottiglia per la pace?”.
E ancora: “Lo vogliamo dare il premio Nobel a questa gente che rischia la vita per un ideale? Perché io non penso neanche che 50 barche possano risolvere il problema della salute di questi poveri disgraziati che stanno estinguendosi dalla fame e hanno bisogno di medicine, ogni tanto gli sparano nel cervello, ogni tanto spariscono i bambini. Adesso poi la storia è ripartita da un’altra parte, Libano, Cisgiordania, Iran, non ti dico”.
"Diamo il premio Nobel per la pace al biondino che comanda l'America o lo diamo alla Flotilla? A gente che rischia la vita per un ideale"
— È sempre Cartabianca (@CartabiancaR4) May 26, 2026
Enzo Iacchetti è ospite a #ÈsempreCartabianca pic.twitter.com/vhAOZD9xCz
Lo scontro sulla Flotilla tra Conte e Sechi
Sempre in trasmissione, e sempre parlando di Flotilla, durante la diretta è andato in scena anche un confronto molto accesso tra Mario Sechi, direttore di Libero, e Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle. Sechi ha detto: “Sul diritto di Israele di difendersi e di rispondere alle provocazioni invece sono netto: io sto con Israele, non sto con chi fa il fiancheggiatore di Hamas, che è un gruppo di tagliagole che ha puntato all’olocausto e alla stage degli ebrei”.
Una frase che ha portato l’ex Premier ad accusarlo di ipocrisia nel prendersela “con Ben-Gvir e invece continuare a sostenere un genocida come Netanyahu”.